Biennale Democrazia, i numeri della nona edizione “Guerre e Paci”

Sono stati oltre 45mila i partecipanti alla nona edizione di Biennale Democrazia, una grande risposta di pubblico che testimonia l’interesse per la manifestazione e per il tema proposto: Guerre e Paci. I 150 appuntamenti del programma principale di Biennale Democrazia e del palinsesto di Democrazia Diffusa e Democrazia Futura, tra lezioni, dialoghi, letture, spettacoli, momenti di intrattenimento e laboratori, si sono tenuti in 46 sedi della città, con la partecipazione di 250 ospiti e relatori da tutto il mondo, che hanno portato il loro punto di vista e le loro testimonianze sulle dinamiche politiche e sociali dei nostri giorni. La manifestazione ha visto inoltre il coinvolgimento di oltre a 160 volontari e 80 collaborazioni con enti e organizzazioni.

“Quasi vent’anni fa, un gruppo di intellettuali torinesi si è riunito con l’intento di avviare una riflessione ampia e collettiva sui temi della democrazia – afferma il sindaco della Città di Torino Stefano Lo Russo -. Una riflessione che oggi si conferma quanto mai attuale e necessaria. La partecipazione agli appuntamenti che si chiudono oggi, in modo particolare da parte di tanti giovani, è un segnale estremamente positivo che dimostra come nel tempo in cui viviamo abbiamo bisogno di spazi di riflessione e di dialogo. Biennale Democrazia rappresenta, edizione dopo edizione, un’occasione preziosa per farlo”. 

“In questa edizione non potevamo non parlare di guerra – dichiara il presidente di Biennale Democrazia Gustavo Zagrebelsky -. Ma abbiamo discusso anche molto, forse soprattutto, di pace. Perché non c’è pace senza libero confronto fra le opinioni. Speriamo che Biennale Democrazia possa continuare a essere un luogo di dialogo plurale e di contaminazione fra idee diverse”.

Con un programma che ha toccato i più vari e importanti campi del sapere, Torino si è trasformata in un vero e proprio laboratorio di democrazia, per riflettere insieme sul passato, comprendere il presente e porre le basi di un futuro in grado di preservare la democrazia e i suoi valori fondanti. La manifestazione si è aperta  mercoledì 26 marzo:  andato esaurito in meno di 24 ore l’incontro Come finiscono le guerre, con Alessandro Barbero in dialogo con Manuela Ceretta, al Teatro Carignano. La giornata inaugurale è proseguita poi alle OGR Torino, dove è andata in scena La guerra civile, una produzione di TPE – Teatro Piemonte Europa, con la lettura di Umberto Orsini e gli interventi musicali di Giorgio Li Calzi, a cura di Andrea De Rosa e con la drammaturgia di Fabrizio Sinisi.

Numerosi gli appuntamenti che hanno registrato il tutto esaurito tra cui, oltre agli eventi inaugurali: il monologo Il secolo è mobile di e con Gabriele Del Grande; la lectio di Gustavo Zagrebelsky; l’incontro con Michelangelo Pistoletto e Francesco Manacorda sull’arte come strumento di pace preventiva; l’appuntamento La terra dei gelsomini. Che cosa succede in Siria? con Asmae Dachan, Annalisa Camilli e Gabriele Del Grande; l’incontro Democrazia e conflitto. Uno sguardo da Gaza con Atef Abu Saif e Francesca Mannocchi; il dialogo tra Paola Caridi e Anna Foa su Israele e Palestina; il dialogo L’occidente allo specchio tra Francesca Mannocchi e Matteo Nucci; Tintoria live, il podcast di Daniele Tinti e Stefano Rapone con la partecipazione di Pif; la lectio Cosa mi dice la letteratura russa della guerra e della pace di Paolo Nori. 

Straordinaria la partecipazione delle scuole e dei giovani registrata nei cinque giorni della manifestazione con oltre duemila presenze di studentesse e studenti delle scuole di ogni ordine e grado, tra cui più di duecento giovani da tutta Italia ospitati nel campus residenziale di Democrazia Futura, con l’accompagnamento delle animatrici e degli animatori culturali dell’associazione Acmos. Riconfermato rispetto alla scorsa edizione anche il successo di Democrazia Futura, dedicata alle scuole, alle famiglie e alle nuove generazioni, che ha offerto un palinsesto rinnovato di laboratori, giochi, sperimentazioni e performance, tra cui il flashmob Domandare la pace in piazza Carignano. Molto partecipato anche il programma di Democrazia Diffusa, che ha valorizzato  la straordinaria ricchezza di iniziative e soggetti tipica dei quartieri torinesi, con incontri disseminati sul territorio cittadino. Grazie alla collaborazione attiva di Torino Social Impact, ARCI Torino e la partecipazione della rete delle Biblioteche civiche torinesi, 30 realtà culturali della città sono diventate protagoniste della programmazione di Democrazia Diffusa. Come nell’VIII edizione, Biennale Democrazia è arrivata anche nella casa circondariale Lorusso e Cutugno, con gli eventi di Daria Bignardi con Valeria Verdolini, e di Lorenzo Bernini con Daniela Ronco.

Dialoghi, incontri di parola, lectio, letture saranno disponibili sul canale YouTube di Biennale Democrazia e nell’archivio multimediale sul sito della manifestazione.

Biennale Democrazia è un progetto della Città di Torino, realizzato dalla Fondazione per la Cultura Torino, che si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica in collaborazione con Polo del ’900, Università di Torino e Politecnico di Torino. Main Partner Intesa Sanpaolo; con il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo e di Fondazione CRT; con il contributo della Camera di commercio di Torino. Partner: Smat Reale Mutua; con il supporto di ITER, Legacoop PiemonteTorino Social ImpactTurismo Torino. Media partner: Rai CulturaRai Radio3La Stampa. Charity Partner: Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro.